L’ arte in barattolo

7 dicembre 2014 § 1 Commento

Quando passando tra gli scaffali di un supermercato mi sono imbattuta in questo barattolo,  ho pensato che fosse uno scherzo, o che avessi le traveggole. La mitica “Campbell’s” soup é proprio lì, vicino casa mia: la famosa soup di pollo e di pomodoro, mangiata da un giovanissimo Andy Warhol («La ragione per cui dipinse i barattoli della Campbell è che li odiava. Quand’era bambino sua madre gli preparava ogni giorno una di quelle zuppe. Andy si sedeva a tavola e diceva: Mio Dio, mamma, ancora zuppa?»),  e diventata opera d’arte nei suoi famosissimi quadri é sotto i miei occhi, la prendo, me la rigiro tra le mani, ne leggo la provenienza: da Girona, contiene orzo, sedano, cipolla, costa 2,79 euro per 295 gr., scadenza febbraio  2017. Naturalmente la compro. Riuscirò ad assaggiarla? Non lo so , per ora la metto insieme alle spezie in cucina, in bella vista. La sua etichetta rossa é diventata talmente famosa che non vedo più il barattolo e il suo contenuto, vedo l’opera d’arte. Ho cercato in rete qualche altra notizia ed ho trovato questo articolo. Un po’ di pop art in casa ci sta proprio bene.

 

30 maggio 2014 § Lascia un commento

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Oggi niente foto … condivido un articolo bellissimo

6 dicembre 2013 § Lascia un commento

http://www.lastampa.it/2013/12/06/cultura/opinioni/editoriali/se-i-docenti-diventano-indecenti-NoLiRSZ4DyEKXB6TkmwGUK/pagina.html

500 giorni insieme

17 novembre 2012 § 3 commenti

anteprima

28 aprile 2011 § Lascia un commento

location: Fiucci design, Albano Laziale …. via Alcide de Gasperi, 45

Robert Mapplethorpe (sulle orme)

22 febbraio 2011 § 9 commenti

Quando ho visto questa foto ho avuto una serie di stimoli. Tanti. Il tipo atletico cattura l’ attenzione immediatamente: fierezza del corpo e dello sguardo rivolto leggermente a destra, tranquillo nel suo benessere, agile e tranquillo. Le mani lunghe, una poggiata sul ginocchio , l’ altra che sembra non sapere dove andare: forse sarà un atteggiamento che assume anche quando si trova in piedi. Ma quando lo sguardo si sposta sull’ altro, il personaggio a destra ha una impronta decisamente più interessante. Disarticolato e spettinato, anticonvenzionale nella sua scarpa slacciata. Soprattutto il gilet,  secondo me, ne fa un tipo originale. Ho cercato di ricreare con me stessa questa posa e le successive impressioni, non a figura intera per mancanza di spazi. Il gilet aperto l’ ho sostituito con uno di lana, e  rivedendomi ho capito che la differenza tra la  Fiammetta a destra e quella a sinistra, é tutta in quel gilet .  La foto é tratta da “La camera chiara” di Roland Barthes, pag. 54.

Un incontro di anime

1 gennaio 2011 § 2 commenti

Cominciamo alla grande ? Ma sì !!! Vi mostro allora una copertina (speciale per me) di un libro speciale per una nostra amica che ne é l’ autrice, che ha scelto una immagine della Factory per la copertina (già l’ ho scritto ???) della sua prima raccolta di poesie, “Anima da mare”. L’ autrice é Raffaelle Anna dell’ Aere, di Bari, insegnante, mamma solare e scrittrice da sempre di “versi poetici intimistici ed introspettivi di impronta estremamente raffinata”. Con Raffaella ci siamo incontrate un pomeriggio di qualche giorno fa, davanti ad un thé fumante, raggiante di mostrarmi e dedicarmi la sua copertina. Mi spiega che la scelta é stata assolutamente folgorante: cercando nella rete le parole “fiori e mare” si é imbattuta nel geranio fucsia e nel mare della Sicilia che si fonde con il cielo e … baaammmm, eccoci qua ad augurare a tutti coloro che coltivano passioni e sogni un anno pieno di cose da realizzare. Grazie !!!!


e naturalmente qualche momento di quel pomeriggio

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“Het Verhaal van de Minne ” – Giuseppina Torregrossa

18 aprile 2010 § 6 commenti

L’ aspettavo da un bel po’, questa cosa qui. Ecco il romanzo di Giuseppina Torregrossa nientepopodimeno che … tradotto in olandese. E le cassatine ricche e sensuali hanno “invaso” (esaggggerata  !!!) la nordica Olanda nelle librerie con la MIIIITICA immagine che ormai stra-conoscete. Oggi mi sto omaggiando da sola, va beh … come dice Andy Warhol : “Ognuno ha diritto al suo quarto d’ora di notorietà”, e me, che  sono diventata pure “Fiametta ” (ah ah ah) !!!!  ;-)) – va beh, pazienza – ho un altro piccolo cimelio da tenere in libreria.
PS: (beccatevi pure  il patetico tentativo di mascherarmi da olandesina)


Ciao cari !!!

vita vissuta: chi pelandrona e chi no (domenica di luglio)

12 luglio 2009 § 7 commenti

Lo svolazzare delle tende, un letto disfatto, dei libri, due caffé, un bucato da riordinare nei cassetti, un caldo lento pomeriggio di luglio, secondo me.

stratificazioni (cornice di legno)

10 giugno 2009 § 18 commenti

Non so perché, ma i pennelli sporchi di colore precedente, secco intorno al bastoncino di legno, è una immagine che mi piace molto. Un po’ mi fa pensare ad un pittore pasticcione e disordinato che si limita a togliere il colore dalle setole del pennello, e non al resto. Inoltre, lo strato che dopo strato rimane attaccato al precedente mi fa pensare alla vita e agli eventi che la colorano sostituendosi nella crescita .  Alice (e i suoi ciuffi di capelli)  ha colorato una cornice di legno grezzo, di bianco.  Bianco, perché in questo periodo adoro il bianco latte assoluto.  Cosa devo incorniciare? Ma certo !!!! La foto dell’anno !!! Pensavate che il tornentone fosse finito così ?

La pioggia, Piazza Borghese, i libri antichi, la dedica, il nipote

14 gennaio 2009 § Lascia un commento

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FIRMINO di Sam Savage

20 ottobre 2008 § 2 commenti

Sarà un post malinconico; sarà un post senza capo né coda; sarà un post senza conclusione.
Fatto é che la copertina di questo libro mi attrae mentre attendo all’aeroporto l’arrivo di mia figlia. Leggo frettolosamnete la recensione e scambio il contenuto del romanzo per qualcosa legato alla gastronomia, a me cara, e decido di comprarlo, per farne un regalo. Poi mi rendo conto dell’errore, ma fa niente. Mi piace talmente tanto quel disegno lì che mi affeziono a quel personaggio, anche se raccapricciante.
L’ho lasciato sulla libreria in attesa, e finalmente da una settimana sono riuscita a dedicargli un po’ di attenzione.
Ancora non l’ho finito e soprattutto per questo non so che impressione finale avrò e mi farà. Ma ho deciso che merita davvero di rileggerne le cinquanta pagine iniziali, perchè ne farò il mio tormentone per i prossimi mesi. Mi ha incantato. Questo topo tristissimo ha catturato la mia immaginazione, trovo questo romanzo ben scritto, e ironico in modo tenero. Ti fa sorridere e ti fa provare allo stesso tempo un tenerezza incredibile, ha l’ intelligenza di pochi, che mai avrei ritenuto poter pensare di un TOPO. Addirittura ieri aprendo la credenza in cucina immaginavo di trovarmene uno davanti … beh … non avrei urlato, gli avrei parlato, adottato, se solo avessi intuito che fosse proprio lui, Firmino in persona, a guardarmi con quelli occhi tristi e il capoccione pesante. Che dirvi? Leggetelo. Firmino porta anche il nome di una zia di mio padre, che ammiravo tantissimo quando ero piccola piccola, e mi raccontavano cose di lei incredibili : fu una delle poche donne negli anni trenta ad andarsene in giro con la sigaretta in un paese dove tutte le donne erano ancora semi analfabete e rinchiuse in casa. Lei no: era professoressa, gran vocione che si faceva rispettare, grande Donna.
Come foto vi lascio quelle di due (anzi tre .. ) roditori (sfigati) che per qualche giorno hanno allietato la mia casa.
Non piangete , eh?

pag. 31:” … il connubio di testa pesante e membra deboli mi ha costretto ad assumere un passo lento, cadenzato. Ora, mentre in seguito, nel corso della vita, m’illusi che questo incedere metodico mi conferisse un’aria solenne, a quel tempo mi faceva soltanto apparire anche più bizzarro. Non riuscivo a non dondolare quella mia testa enorme da un lato all’altro, mentre camminavo o mi muovevo goffo, il che mi dava un aspetto piuttosto bovino. Inoltre, con quel peso che mi sbilanciava in avanti, finivo spesso per cadere battendo la faccia a terra, con gran divertimento degli altri” .




"Facciamo un gioco"

9 luglio 2008 § 1 Commento


Mio nipote torna a casa con questo libro, acquistato per la curiosità
suscitata dalla retrocopertina e forse per la copertina stessa, minimalista.
Mi ritrovo un esempio di letteratura erotica contemporanea, descritta
da Emmanuel Carrère (Parigi, 1957), giornalista francese, diventato famoso con
il libro “L’avversario”, del quale racconterò in seguito.
Pur trattandosi di un “esperimento” erotico, fortemente erotico,non so
per quale motivo intimamente non riesco a considerarlo tale, anche se ora
risfogliandone qualche pagina, non posso fare a meno di consigliarvi
di non leggerlo in treno, o in metropolitana…
Molto bello. Sì sì. Leggetelo.

La zuppa di Kafka

12 giugno 2008 § Lascia un commento

Abbiamo provato a riprodurre una ricetta direttamente dalle pagine de “La zuppa di Kafka” (Storia della letteratura mondiale dalle origini a oggi, in sedici ricette). Certo trovare Kafka tra i reparti di cucina in libreria è davvero insolito. E questo libro curioso racchiude tra le sue pagine una idea assolutamente geniale e unica secondo me: proporre ricette scelte dall’autore (Crick), raccontate però come avrebbero fatto i piu grandi maestri delle letteratura mondiale. Ecco quindi ritrovare autori quali la Woolf, Thomas Mann, Pinter, Proust, Márquez o Welsh descrivere una ricetta nel loro stile, con la loro enfasi. Straordinario. Non solo perché le ricette sono assolutamente attendibili dal punto di vista gastronomico, ma anche per la panoramica letteraria immaginata tra i fornelli. Una di queste ricette, immaginata come una pièce teatrale, messa in scena dal grande Harold Pinter, vede i due protagonisti che si parlano senza mai capirsi e nel mentre si parlano, si “sceneggia” la preparazione di una bruschetta che tra le altre cose vi suggerisco di rifare, tanto è semplice, perchè vi stupirà. Per la prima volta mi è capitato di mangiare ciò che ho letto…davvero geniale e piacevole.

Sulla lettura

29 maggio 2008 § Lascia un commento

Avete mai considerato che siamo immersi costantemente nella scrittura? In qualsiasi momento della giornata il nostro occhio e cervello sono bombardati dall’elemento scrittura e noi LEGGIAMO. Di tutto, costretti. Leggiamo sempre, consci o meno. Gli oggetti “parlano” e noi li leggiamo: start, on, off, stop, milioni di segnali ogni giorno, afferro un oggetto e prima di lui leggo cosa è, o come si usa, o quanto ne devo prendere, o come, informazioni, codici, segnali, comunicazione. Ovunque si posi il nostro sguardo, c’è un “verbo” dietro che ci afferra prima, un qualcosa che ci comunica altre cose. Anche quando seduti nel nostro bagnetto accogliente vaghiamo con lo sguardo e non possiamo fare a meno di leggere la composizione della crema idratante sullo scaffale, o del detersivo o addirittura della provenienza della carta igienica.E poi dicono che non leggiamo….Quando mi accingo a leggere un nuovo libro provo un senso di apertura totale verso chi scrive, con l’intenzione di cogliere l’anima di chi ha partorito quel romanzo, quel racconto, quel concetto, parole. Raramente mi succede di essere talmente critica nei confronti di uno scrittore al punto da dire “non mi piace”. E’ raro. Riesco sempre a trovare in essi una essenza che giustifichi, secondo me, la necessità di essere letto e conosciuto ai piu. Naturalmente ho scaffali pieni di libri che non sono riuscita a leggere, e che sono lì ad attendermi, perché comunque li vivo come una limitazione, e che prima o poi mi costringerò a fare miei. Detto questo, mi riesce difficile consigliare lettura di questo o di quello, faccio semplicemente delle riflessioni su ciò che la scoperta di quelle letture mi ha lasciato, su quello che ritengo aver colto, per una eventuale discussione di un pensiero.

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